The Fantasy Wings

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 17/8 3:06 Kasdeya Dreak: Tornata dal mare!^^
 14/8 7:04 Extenze: my God, i thought you were going to chip in with some decisive insght at the end there, not leave it with ‘we leave it to you to decide’.
 6/8 15:18 ElenaLisvato: Hi there, I found your blog via Google while searching for first aid for a heart attack and your post looks very interesting for me.
 26/7 16:19 Kasdeya Dreak: Buon pomeriggio!^^
 24/7 12:19 Kasdeya Dreak: Giorno bloghino bello!*__*
 20/7 7:54 Kasdeya Dreak: Bundì!^^
 16/7 13:18 Kasdeya Dreak: Ciao Seky!^^
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 2/7 22:00 Kasdeya Dreak: Sera amato Blog!^^
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Kasdeya Dreak
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Winter Sky, Setimento-Drammatico
view post Posted on 26/7/2009, 15:15 by: Kasdeya DreakP_QUOTE
Winter Sky

È strano che ci siamo ritrovati, sai?
Tutto è stato così casuale, così singolare, così, magico; mi è parso di ritornare indietro nel tempo, quando ci siamo conosciuti la prima volta.
Eravamo piccoli. Avremmo avuto si e no sei, sette anni massimo ma, già qualcosa era scattato in noi. Un senso di appartenenza, una sensazione così dolce, che stento quasi a credere di averla effettivamente provata io stesso.
Siamo con la luce e l’ombra, come il giorno e la notte, il sole e la luna. E tu, sei il mio sole personale.
Anche da piccolo lo pensavo, che cosa buffa; ti vedo come una creatura nata dalla luce, ti vedo come il mio angelo. Si, il mio dolce e tenero angelo che perdona i miei peccati cancellandoli, lenendo le mie sofferenze e le mie ferite con calda dolcezza.
Io, creatura partorita dalla notte. Io, essere immondo che rifugge da anni la luce del sole. Io, che ti tengo egoisticamente legata a me, non posso porre rimedio a ciò. È intrinseco nella mia natura comportarmi da egoista, peccare. La mia esistenza stessa è un peccato, un’eresia, un’offesa alla vita stessa.

Ridacchio divertito. Compatisco me stesso; compassione, che strano sentimento. Io, che sono un figlio della notte, uno dei tanti figli di Satana, che provo compassione. Se me lo avessero detto qualche anno fai, non ci avrei mai creduto. Ma tutto è cambiato, da quando sei ricomparsa tu.
Sei rientrata nella mia via come un uragano. Violento, impetuoso, devastante.
Chiudo gli occhi, immergendomi nuovamente nei ricordi di quel giorno, di due anni fa.

**FLASH BACK**

Nevicava questa sera. Ed io sono solo, solo ad osservare le svariate persone che mi camminavano attorno. Persone sorridenti, gruppi chiassosi di ragazze e ragazzi, coppie che si tengono per mano, ridendo e baciandosi, impiegati, famiglie. Tutti così felici, tutti così sorridenti, luminosi. Li vorrei uccidere tutti, uno per uno, per cancellare tutta questa ilare gioia, che mi da altamente sui nervi.
Sbuffo insofferente, infossando le mie mani nelle tasche dei miei jeans neri. La gente, mi passava il più lontano possibile, come se avesse avuto paura di me. Un naturale e maligno ghigno, si apre sulle mie labbra; che ci vogliamo fare? Le prende, si accorgono quando un cacciatore, un loro nemico, si aggira tra loro, pronto a mietere vittime innocenti.
Solo uno stolto mi si avvicinerebbe, solo una persona, che ricerca la morte, mi rivolgerebbe la parola.
<< Unforgivable Sinner. >>
Un voce, proveniente da qualche parte, una voce dolce e delicata che io conosco. Conosco anche troppo bene, impressa a fuoco nella mia memoria, nella mia anima, nelle mie orecchie, nel mio cuore.
Seguo la tua voce, mi carezza e mi esorta a cercarti, a trovart...

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Tags: Yu-gi-Oh! 5D's

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Last Post by: Kasdeya Dreak (26/7/2009, 15:15)
 

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view post Posted on 24/7/2009, 11:33 by: Kasdeya DreakP_QUOTE
Prologo

Un altro giorno era passato a New Domino City. Un giorno come un altro, un giorno noioso, un giorno monotono.
Si, monotono. La monotonia che aveva attanagliato la sua vita da quando aveva battuto Jack, il Re, divenendolo a sua volta; una monotonia opprimente. Neppure la presenza di Aki, la sua ragazza, gli toglieva quel dannato e fastidioso senso di noia che provava sin nel profondo; non poteva neppure tornare al Satellite, dai suoi amici, per colpa del ruolo che ricopriva.
Sbuffando inesorabilmente il ragazzo, si allontanò dalla finestra del suo appartamento, sedendosi sul divano di tessuto blu; poggia la schiena sui cuscini, mentre la testa viene reclinata all’indietro ad osservare il soffitto pensieroso, annoiato, insofferente, stanco.
Continua ad osservare il soffitto. Il mondo circostante è precluso dalla sua mente, tagliato completamente fuori da essa.
Era da un anno che si trovava a New Domino City. Era da un anno che aveva un po’ di pace. Era da un anno che era, più o meno, ritornato amico di Jack. E, sempre da un anno, che stava insieme ad Aki e quel senso opprimente lo divorava; l’unica cosa che riusciva a fargli dimenticare solo per qualche attimo quel dannato peso, erano i duelli. La sua mente era completamente concentrata nella strategia migliore per vincere; il resto, veniva dimenticato.
Si passa una mano tra gli scompigliati capelli scuri, alzandosi di scatto dal divano, imboccando subito la strada per la porta, prendendo il casco e le chiavi.
Si richiuse ben presto l’uscio alle spalle, scivolando silenziosamente per le diverse rampe di scale fino ai box sotterranei. Sotto terra, si gelava, ma a lui, non interessava voleva solo saltare il sella alla sua D-Wheel e sfrecciare per le strade, lasciando ogni pensiero alle spalle.

Stava percorrendo le strade di New Domino abbastanza velocemente. Sembrava quasi che non ci fosse nessuno; ma che ci vogliamo fare? Era domenica mattina. Logica vuole che la gente dorma a quell’ora.
Sospira nuovamente il ragazzo, perso nei suoi pensieri, quando il rombo di una moto, gli giunge all’orecchi; doveva essere un’alta cilindrata dal rombo del motore e, di fatti eccola. Gli sfrecciò accanto nella sua linea perfetta, sinuosa, elegante, fatta a posta per le strada.
Il conducente, era quasi del tutto piegato su di essa, per rendere al massimo la velocità del suo veicolo.
Gli rimase accanto per qualche secondo, secondo il cui vide il capo dello sconosciuto voltarsi verso di lui, piegando le labbra in un sorriso divertito e sfida, dando gas alla moto.
Lo superò velocemente distaccandolo. Sbigottito, osservò la mota a più o meno una decina di metri da lui, il cui conducente si era alzato ora dritto con la schiena, facendogli un segnale con la mano...

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Tags: Yu-gi-Oh! 5D's

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Last Post by: Kasdeya Dreak (24/7/2009, 11:33)
 

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Candida come Neve, One-Shot
view post Posted on 28/6/2009, 00:40 by: Kasdeya DreakP_QUOTE
الثلج الأبيض (Candida come Neve)

Mi ricordo ancora quando ti ho incontrata per la prima volta.
Stavo saltando da un tetto all’altro dopo aver seminato un gruppo di guardie e arcieri che mi stavano correndo dietro, arrecandomi non poco fastidio devo dire, ma Gerusalemme è così, sorvegliata fino all’inverosimile per la sua nomea di Città Santa, ove tre distinte religioni risiedono; è ancora così nitido quel giorno nella mia mente, che quasi mi pare impossibile che sia passato esattamente un anno da allora.
Mi ero fermato su un tetto a riprendere fiato da quella corsa forsennata che quei dannati mi avevano costretto a compiere e sentì la voce del tuo padrone che urlava a squarcia gola qualcosa che riguardava delle ali. Chiamala curiosità o altro, ma mi sono avvicinato all’orlo del tetto sui cui ero, accucciandomi, guardando di sotto e lì ti vidi; piccola minuta, vestita solo di una veste leggera, bianca, che pareva fondersi con la tua pelle altrettanto chiara e delicata, forse anche troppo per i violenti raggi solari.
Ricordo ancora il tuo viso, ovale, ma non ancora maturo, che mostrava i tipici lineamenti dei bambini, quale tu eri dopotutto; quando ti ho presa con me, avevi a malapena sette anni. A ripensarci sorrido ancora oggi, sai?
La cosa che mi colpì ancora di più di te, furono i tuoi capelli, lunghi fino alle spalle, ricci e bianchi, candidi come la neve, che parevano fondersi con il tuo incarnato, ma contrastavano con violenza con le tue labbra piccole e carnose, di un rosso naturale e i tuoi occhi, che risaltavano luminosi sul tuo viso, anch’essi color del sangue.
Eri strana per essere una bambina, possedevi un aspetto davvero bizzarro e particolare che affascinava e terrorizzava al tempo stesso, attraendo comunque attorno al tuo padrone, una grande folla, che tu guardavi con gli occhi sgranati dalla paura; riprese a parlare il tuo padrone, che ti strinse la spalla con troppa forza, facendoti male, lo capivo perfettamente e ti voltò, mostrando al pubblico la tua peculiare particolarità.
Sulla schiena, all’altezza delle scapole, ti spuntavano degli strani allungamenti candidi, che fremettero appena, dischiudendosi, mostrando delle piccole ali candide ancora immature, come quelle di un uccellino appena nato, ancora troppo deboli e fragili per reggere il peso del giovane corpo.
<< Ecco a voi signori, non è meraviglioso?! Un perfetto esemplare ancora cucciolo di angelo! Prego, prego! avvicinatevi, toccate pure! >>
Si spintonano e si accalcano attorno a te, allungando le loro mani a toccarti senza alcuna delicatezza o riguardo e tu ti dimeni, ti ribelli a quella stretta ferrea sulla tua spalla, facendo allontana...

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Tags: Assassin's Creed

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Last Post by: Kasdeya Dreak (28/6/2009, 00:40)
 

B_LOCKED    
Love Sly, Fantasy
view post Posted on 27/6/2009, 18:11 by: Kasdeya DreakP_QUOTE
Love Sly

Non avrebbe mai immaginato che sarebbe stato così, l'unica cosa che riusciva a percepire era il vento, un vento calmo e gentile, che le carezzava il corpo, lenendo un poco il bruciore di quelle ferite che su tutto il suo corpo erano sparse; pozza di sangue che si allarga sotto quelle ferite, respiro della giovane ansante e pesante, quasi un rantolio soffocato e sibilante tra i denti.
Palpebre che lievemente si sollevano per far si che gli occhi possano osservare il cielo color azzurro limpido. Chiunque la vedesse in quell’istante, non crederebbe mai, che ella, è Ainwen, la Sacra Fanciulla devota a Gea, la Madre Terra, Somma Sacerdotessa, atta a compierne i riti e a espandere il verbo della Dea.
Una risata soffocata le carezza le labbra, mentre smorfia di dolore, ne deformava il candido viso di porcellana.
Lei, la prescelta tra tanti elfi, era caduta in quella stupida trama che nel destino e l’uomo stesso, definivano amore; si era innamorata di un Demone Maggiore, quale dolorosa ironia… Quale doloroso e imperdonabile errore…
Ricordava ancora quel giorno di Maggio, in cui la sua vita cambiò.
Ella doveva presenziar all’incontro tra il suo Re e l’ambasciatore del mondo demoniaco; indosso portava una semplice veste di seta color zaffiro, che le scivolava leggiadra e delicata sul longilineo e formoso corpo, cintura di corda che le stringeva la vita color bianco panna, mentre sotto il seno, fettuccia lavorata, che riprendeva il colore della cinta, le stringeva sotto i seni, scollo della veste a barchetta, lasciando scoperta buona parte dell’alabastrina pelle della schiena d’ella; maniche strette al gomito che, poi s’allargavano a campana, ne coprivano le mani con eleganza. Viso perfettamente ovale, dai lineamenti delicati e fini, propri della sua razza, sul quale spiccavano i gradi e cheti occhi di zaffiro, un nasino piccolo e normale, labbra carnose, color pesca, piegate in cheto sorriso, mentre castani crini, dai biondei riflessi, mossi sulle punte, erano acconciati in una crocchia da cui alcune ciocche ribelli sfuggivano dispettose. Al collo ella portava una collana, il cui ciondolo posava sulle rotondità dei seni; esso era l’amuleto che la contraddistingueva per la sua caria, l’amuleto di Gea, la Grande Madre, che raffigurava un cerchio con un albero nel centro; di Mithril la sua fattura.
In disparte sedeva, sguardo suo mai si spostò dal pavimento, anche quando entrò l’ambasciatore demoniaco.
Brivido le percorse la schiena nel sentire la voce calma e profonda dell’ospite, che le fece provare l’insano desiderio di sollevare il viso per poterlo guardare in viso, ma non lo dette a vedere, restando immobile come una bambola sino a sera, quando il suo sovrano le chiese di mostrar il castello e il tempio ...

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Tags: Originali

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Last Post by: Kasdeya Dreak (27/6/2009, 18:11)
 

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Eyes, DMC
view post Posted on 27/6/2009, 18:08 by: Kasdeya DreakP_QUOTE
Prologo

Sappiamo tutti che nel mondo esistono degli individui che hanno perso o non hanno mai visto il mondo tramite i loro occhi, poiché o per via di incidenti o per nascita naturale, non hanno il dono di uno dei cinque sensi, la vista.
Loro rimpiazzano questa mancanza tramite gli altri quattro sensi e lo sviluppo che, per un uomo normale, si chiamerebbe sesto senso, iniziando a conoscere il mondo prevalentemente tramite il tatto e l’udito e, un pizzico di quel straordinario quinto senso acquisito e sviluppato, che gli permette di accorgersi quando qualche cosa non va.
Io, adesso, voglio raccontarvi la storia di una piccola angioletta che insegnò ad un demone ad aprire gli occhi sul mondo, imparando a volare.

Germania odierna; tre ragazze stanno camminando tranquillamente per le affollate vie di Monaco senza prestare molta attenzione alla strada, troppo prese dal loro continuo chiacchiericcio e ridacchiare.
<< Che ne dite se ci andiamo a sedere in qualche bar a prendere qualcosa di caldo? >>
Delicata è la voce che si espande nell’aria; la proprietaria, è una ragazza sui vent’anni, dai corti e lisci capelli castano scuro che le carezzavano con delicatezza l’esile collo, coprendo dispettosamente il sinistro occhio, incorniciando un perfetto viso dalla pelle chiara, labbra fini ed invitanti e, occhi, grandi ed espressivi color degli smeraldi più preziosi e intensi, che illuminavano quel volto di una dolcezza e ingenuità invidiabili; corpo d’ella sinuoso e scattante, vestita con delle semplici scarpe da ginnastica bianche, dei pantaloni di jeans azzurri e un maglioncino a collo alto bianco che faceva risaltare il florido seno che la ragazza possedeva e che, cercava di nascondere tramite il pesante cappotto color avorio che portava indosso.
<< Mi sembra un’ottima idea Saphy! Kasdy, tu che ne pensi? >>
Voce allegra e squillante quella che ora si espande nell’aria; la proprietaria d’essa, è un’altra ragazza, stavolta sui ventidue anni, dai lunghi e lisci capelli castani che sfumano nel moro, viso d’ella delicato, ma dall’espressione decisa ed accattivante, labbra fini, di un naturale colore tendente al rosso, piegate in un mezzo sorriso screziato di malizia, occhi d’ella bicolore, destro color dello zaffiro, sinistro color smeraldo. Corporatura d’ella ben proporzionata e flessibile; indosso, ha degli stivaletti di pelle cinghiati, che le arrivano a malapena al ginocchio, collant neri a righe orizzontali rosso scuro, corta gonna, che le arrivava a metà coscia a pieghe alternate nere e scozzesi con una striscia sempre a scacchi che andava dal davanti sino al dietro, formando una specie di catena di tessuto. La vita era più stretta e fatta di maglia nera con dei buchi, ove si poteva v...

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Last Post by: Kasdeya Dreak (16/7/2009, 13:13)
 

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Bleu Ciel, AC
view post Posted on 27/6/2009, 17:04 by: Kasdeya DreakP_QUOTE
Capitolo 1°: Il Nostro Incontro

Che bello! Che bello! Che bello! Non ci posso crede! Sto andando a Venezia! V-E-N-E-Z-I-A! E’ da una vita che sogno di andare in questa meravigliosa città e ora, ora ci sono riuscita! L’emozione che provo è travolgente, quasi soffocante, ma non le voglio dare un nome! Voglio che resti senza nome!
Oh, che sbadata! Non mi sono neanche presentata! Mi chiamo Ciel Bordin e sono nata in Francia, a Parigi; vivo da quando ho due anni a Pavia, in Lombardia e ho compiuto da poco più di due settimane vent’anni! Che record ne? Va beh, lasciamo perdere! Sono fuori come un balcone e scoppiata come una mina, non ci fate troppo caso!
Frequento il secondo anno di università. Ho scelto la facoltà di Biotecnologia, mi è sempre piaciuta sin dalle superiori e ho deciso di continuare gli studi di questo bellissimo ramo della Biologia che amo alla follia! Mai amato così tanto una materia di scuola sapete!
<< Ciel! Ciel muoviti! Siamo quasi arrivati! >>
Oggi non sono venuta da sola a Venezia! Con me ci sono tre miei amici. A chiamarmi, è stata una mia amica; si chiama Giada e ha la mia stessa età e studia lettere. Dice di voler fare l’insegnante e glielo auguro di tutto cuore! Voglio vedere come fa dannare quei poveri allievi delle superiori con la sua bastardaggine e vedere come le sbavano dietro! Eh, si! Giada è davvero una bella ragazza; alta sul metro e settanta, la carnagione olivastra, il viso piccolo, ma dai lineamenti armoniosi, le labbra fini color ciliegia, grandi occhi nocciola e una scarmigliata massa di lisci capelli ossidiana che le carezzavano le spalle e, a contornare il tutto un corpo da favola, atletico e con le curve al posto giusto.
<< Sempre la solita ritardataria! Quando scenderai dalle nuvole, Ciel? >>
Sbuffò sonoramente, lanciando un’occhiataccia a Michael, il ragazzo di Giada; per l’amore del cielo, è un bellissimo ragazzo! Alto sul metro e ottanta, capelli biondo rossicci tagliati corti e che tiene sollevati col gel, la pelle chiara spruzzata di efelidi, occhi grandi e castani, le labbra carnose leggermente rosse e un fisico atletico invidiabile, ma delle volte il suo atteggiamento era qualcosa di inammissibile.
<< Ma che vuoi Michael?! Fatti gli affari tuoi, uffa! >>
Io e lui litighiamo sempre, ma ci vogliamo bene e poi, ci conosciamo da molti anni. Dalle media per la precisione; mi sembra ancora strano essere con lui da così tanto tempo ed esserci diventata pure amica, visto che alle medie ci parlavamo poco e, alle superiori, non ci cagavamo minimamente di striscio. Ah, si! Lui studia veterinaria! Non sembra, ma ama al...

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Tags: Assassin's Creed

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Last Post by: Kasdeya Dreak (16/7/2009, 12:58)
 

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view post Posted on 19/6/2009, 19:38 by: Kasdeya DreakP_QUOTE
Prologo

Sentiva qualcosa di morbido sotto la sua guancia; la consapevolezza del suo corpo, le stava pian piano ritornando mentre, un profondo sospiro, le carezzo le labbra. Socchiuse gli occhi, ma l’intensa luce che li colpì, glieli fece richiudere subito, provocandogli una violenta fitta alla testa; si portò una mano alla tempia, sentendo un tessuto ruvido avvolto al suo capo. Una fasciatura.
Lentamente, si voltò supina sul letto, perché di un letto si trattava, sollevandosi con cautela a sedere, mantenendo ancora le sue palpebre chiuse; inspirò profondamente, storcendo lievemente il naso, per via dello strano odore di disinfettante stagnante, presente nell’aria.
Finalmente, decise di dischiudere le palpebre. Lentamente, iniziò a sollevarle, abituandosi pian piano alla luce asettica e troppo intensa delle lampade al neon; sbatté un paio di volte ancora le palpebre, strofinandosi gli occhi, nel tentativo di rendere la sua vista più nitida e non offuscata, riuscendovi.
Si guardò intorno. Quella stanza era spoglia e fredda, appariva smorta ai suoi occhi; scivolò via dal letto, alzandosi con cautela, per evitare qualsiasi capogiro, ritrovandosi ben presto in piedi; si osservò qualche attimo, costatando con sollievo che i suoi vestiti erano rimasti invariati. Stivali neri, jeans del medesimo colore degli stivali, una maglietta bianca ed un giacchino pesante nero, decorato con disegni tribali bianchi.
Circospetta, la ragazza, si iniziò ad aggirare per quell’angusto spazio, non avvicinandosi alla porta, ben sapendo che era chiusa, dirigendosi anche in bagno, ove si guardò allo specchio.
I capelli chiari, di un castano tendente al biondo, le ricadevano sulle spalle in un mosso groviglio arruffato, incorniciandole il viso dalla pelle lattea, sul quale si notavano le labbra carnose, di un rosso naturale e i grandi occhi color acqua marina, leggermente nascosti dalle palpebre e dalle lunghe ciglia scure; mano della giovane ragazza, che dimostra una ventina d’anni, si solleva a carezzare il suo riflesso, soffermandosi nel punto ove è situata la fasciatura, leggermente sporca di rosso all’altezza della tempia destra. Leggera la smorfia che le deforma il viso pallido; chiuse la mano poggiata allo specchio di scatto a pugno, riportandola lungo il suo fianco con stizza, uscendo dal bagno ma, alla vista di chi era presente in quel momento nella “sua” stanza, le fece tornare la voglia di tornare in quel bagno spoglio, per non uscirne mai più.
<< Vedo che si è svegliata signorina Creed. Le fa per caso male da qualche parte? Delle volte il signor Viego è, come dire, abbastanza violento. >>
Divertito il sorriso del vecchio uomo sulla cinquantina che si ritrova davanti, munito di camice bianco che, altri non è che Wa...

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Last Post by: Kasdeya Dreak (16/7/2009, 12:37)
 

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view post Posted on 23/3/2009, 01:41 by: Kasdeya DreakP_QUOTE
Mi è venuta in mente ieri sera, ciciarando con un mio carissimo amico su msn!XD
Datemi pure della pazza schizzata, non mi offendo di certo!XD
Beh, buona lettura a voi!^^



Pensieri di una Prostituta



Che ironia. È ormai da cinque anni che faccio questo lavoro. È da quando avevo vent’anni che ho iniziato a vendere il mio corpo al miglior offerente, solo per portare un po’ di soldi a casa e, con il tempo, sono diventata una delle puttana più importanti di questo schifoso bordello, più simile ad una topaia.
Da cinque anni che faccio questo lavoro e, da cinque anni, che non provo più qualcosa del genere.
Mi ricordo esattamente la mia prima volta come puttana. Ero in una stanza del piano di sotto, quelle anguste e non lussuose come quelle del secondo piano e stavo con una ragazzo. Avrà avuto si e no la mia età, ma non c’è andato leggero, visto che per lui ero spazzatura, una reietta della società, utile solo a dar libero sfogo agli istinti animali degli uomini; quella sera non provai piacere, come non le provai tutte le altre notti di questi cinque anni passati imprigionata in questo luogo schifoso, ma non posso fuggire. Mi hanno venduta e loro mi hanno comprata. Appartengo a loro, come se fossi un oggetto, ma dopotutto, io non sono questo? Non sono che un mero oggetto per soddisfare i piaceri della carne? Fino a sei mesi fa, la pensavo così. Pensavo di essere solo un corpo adibito a dare piacere, emulandolo a mia volta, accettando quasi qualsiasi cosa insieme alla percosse che subivo da alcuni clienti ma poi, sei arrivato tu. E hai stravolto il mio mondo fatto di gelo e finzione.
Ricordo ancora quella sera di Gennaio. Ero giù nella sala dove si svolgevano gli spettacoli e, io, ero una delle attrazioni. Cantavo e canto ancora adesso su quel palco ma, quella sera, è stato diverso.
Mentre cantavo, passeggiavo tra i tavoli e gli uomini, mi guardavano con bramosia, quasi come se fossero stati animali davanti alla loro preda; quanti esseri schifosi e viscidi, a cui avrei dovuto offrirgli il mio corpo, ma continuo a sorridere, ad essere provocante, celando magistralmente il mio disgusto per tutto ciò quando, i miei occhi verdi, incontrarono i tuoi, di un caldo color nocciola, che mi studiavano con curiosità e interesse, senza alcun secondo fine e, stranamente, mi sentì calda, quasi fossi in imbarazzo, ma scacciai il tutto, continuando a fare il mio lavoro, sentendo perfettamente i tuoi occhi su di me, che mi studiavano attentamente, come se volessi carpire tutto di me e ciò mi metteva a disagio e mi innervosiva, ma fortunatamente, per quella sera finì, almeno così pensavo.
Mentre stavo per andare nuovamente sul palco, un uomo sulla cinquantina, mi aveva afferrata. Si vedeva ...

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